L’attrezzatura

Dic 15, 2020 | Business Trail | 0 commenti

Il sentiero sale ripido, più di un metro di neve. Lo scarpone affonda e scivola, il quadricipite urla. No, così non si va, non si arriva alla meta. Appena spiana un attimo ci fermiamo, si gela.

Tolgo veloce lo zaino, sgancio le ciaspole.

Tolgo i guanti, altrimenti non riesco a far niente. Le dita rispondono a malapena.

La solita lotta per infilare le ghette, passare il cinghietto sotto al tacco, chiudere zip e velcro. Altra lotta per calzare la racchetta, fissare la punta, regolare l’attacco, chiudere il gancio attorno alla caviglia. Via, su lo zaino, serrato il cinturone, i guanti, subito, i bastoncini.

 

Ripartiamo.

Si affonda ugualmente, ma poco. Le gambe ringraziano, il cervello manda segnali di sollievo. Il rapporto fatica – metri percorsi è quasi normale. E salendo mi riscaldo, ultime le dita.

 Ciò che non pareva percorribile diventa fattibile con la giusta attrezzatura.

Troveremo anche quella per attraversare la pandemia, non ho dubbi, stiamo già attrezzandoci. Come persone e come organizzazioni. Ciò che ci mette in difficoltà ci attiva le idee.

Le ciaspole le hanno inventate i nostri antenati della preistoria. E noi le abbiamo migliorate, giusta elasticità, nuovi materiali. Noi… io non ho fatto niente, o meglio, le ho comprate e me le sono caricate in spalla, fino a quando non mi sono servite.

La fatica, certo, non è sparita calzandole. Ma alla meta ci siamo arrivati. L’attrezzatura non sostituisce motivazione e impegno, ma può renderli produttivi. E di attrezzatura, anche immateriale, ora abbiamo bisogno, andiamo ricercando.

 

(Nella foto il sentiero verso il Lago di Pratignano, appennino modenese. Grazie a Giulia che me l’ha scattata, per l’immagine e per tutto il resto.)

 

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