L’onda

Ott 3, 2017 | Cambiamento | 0 commenti

C’era una volta un’azienda un po’ come tutte le altre e un po’ no. C’erano le solite beghe e beghine. Qualcosa non girava e dopo giravano le scatole, qualcuno non dava il massimo e qualcuno nemmeno il minimo, come dappertutto. Solo che non era tutto qui. Questa azienda cresceva, cresceva un sacco e molto in fretta. E cambiava, le logiche, le idee, le scelte cambiavano molto velocemente.

In azienda la crescita dimensionale, quantitativa, è evidente. Ci sono più camion nel cortile, più bolle in magazzino, la roba si accatasta vicino alle macchine. Si corre si corre e non ci si sta dietro, si tirano accidenti, quando si va a casa la sera non si è mai finito. Ma la cosa è chiara, c’è molto, moltissimo lavoro, tutto qui. La crescita di complessità e i cambiamenti invece non sono evidenti affatto, qualcuno decide che si deve cambiare, lo dice e lo ridice ma pochi ci credono, i più resistono. È richiesto un salto mentale, o una diversa mentalità, pochi vogliono lasciare andare ciò che conoscono, a cui sono abituati. Si corre, i ritmi sono frenetici, e in più aumenta la tensione. Letteralmente, la tensione tipo tiro alla fune, tra chi tira di qua, verso il nuovo, e chi di là, verso la conservazione. Il conflitto esplicito, o non detto, è quotidiano. Costantemente girano lamentele, voci di corridoio, ci sono scatti e scoppi, passività. Demotivazione in sostanza, cinismo, non ci si crede più. Una grande energia sciupata, che finisce per lasciare spazi ai concorrenti.

C’era una volta un’azienda e c’è ancora. Ce la farò a darle una mano, riusciremo a recuperare un po’ di serenità? Sono come un sarto, molto abile con ago e filo, mi ha detto uno di questa azienda. Mi hanno messo in un reparto dove si cuce con le macchine da cucire. Il mondo è cambiato! mi hanno detto. Io mi sono sentito messo da parte, la mia professionalità svilita. Riusciremo a recuperare un po’ di motivazione? Ci stiamo lavorando…

Se la storia vi riguarda, se riguarda un po’ anche la vostra organizzazione, allora vi rivolgo un “appello”: non tardate troppo ad occuparvi del problema, non sperate che col tempo passi da solo. Non è così, l’esperienza lo dimostra, se non si affronta presto, quando ancora e’ curabile, poi degenera. E intanto l’onda arriva, anzi, è già qui.

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