Pulizie

Gen 20, 2022 | Cambiamento | 0 commenti

Da dove derivano le nostre convinzioni? Dall’esperienza, diciamo di solito. Più o meno. In realtà è la rielaborazione che noi facciamo, di quel vissuto, le conclusioni che ne traiamo. Dalla stessa esperienza spesso due persone diverse traggono due convinzioni diverse, ad esempio sono state entrambe scippate e una conclude che non ci si può fidare di nessuno, l’altra che occorre prestare maggiore attenzione quando si va in giro.

Le nostre convinzioni più forti si radicano e diventano modi di pensare automatici, che scattano senza ulteriore riflessione e verifica, è così, e basta.

Nei gruppi, e perciò nelle aziende, alcuni presupposti diventano convinzioni collettive. Il numero rafforza, lo pensano tutti, e non vengono più rivisti, nonostante a volte le evidenze li smentiscano.

Certo, così facciamo prima. Lo sappiamo già e buono così. Solo che poi ci vengono le ragnatele nel cervello e ci scolleghiamo dalla realtà, e questo no, che non è buono.

Meno male che rimettere qualcosa in discussione non è mica impossibile. Per esempio in questi giorni, mi hanno chiesto di tenere un corso sulla comunicazione efficace con l’e-mail. Le persone arrivano in aula un po’ prevenute, cosa ci stiamo a fare. E le capisco, tutti scriviamo e riceviamo tonnellate di mail al giorno, a cosa serve un corso. Poi però ci mettiamo lì, ci lavoriamo sopra un po’. E tutti scopriamo, me compresa, qualcosa che si può migliorare, convinzioni errate e abitudini da lasciare. Un colpo di straccio e due ragnatele se ne vanno. Bellissimo.

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