Raccontare il lavoro

Giu 17, 2017 | Narrazione d'impresa | 0 commenti

È una raccolta di storie, 19 racconti di ambientazione, taglio ed atmosfera molto diversi. In tutti, in un modo o nell’altro, si parla di lavoro. Qualcuno somiglia al noir e al giallo, ci sono storie di formazione e on-the-road, un testo buffo, uno di fantascienza, molti non rientrano in generi codificati. Come la realtà ha tagli diversi, anche qui.
Il mio intento è rappresentare il lavoro e i luoghi in cui si lavora. E far emergere il valore che il lavoro rappresenta, un pezzo di vita importante, a volte soddisfacente e a volte drammatico, nel suo normale, quotidiano andare.

Nel 2016 sono stata allieva di Bottega Finzioni, la scuola letteraria di Carlo Lucarelli. E’ stato un anno di molto lavoro, lezione ogni settimana, gruppi e i “compiti” a casa, ho scritto tanto. Al termine mi sono ritrovata con un bel po’ di materiale, e ne ho prodotto molto altro. Alla fine, ho deciso che l’insieme rappresentava qualcosa di bello o, almeno, di utile.

La genesi delle storie è di molto precedente. Scaturiscono dai miei trentanni di esperienza in aziende di ogni tipo a contatto con persone molto diverse tra loro. Dentro ci sono anche i vissuti familiari, la mia è una famiglia di lavoratori e tra di noi facciamo i mestieri più vari, e più di tutto c’è il mio interesse per le persone, le loro vicende, sentimenti, pensieri.

Il mio primo intento è il godimento, il mio primo auspicio è che le mie storie siano godibili. I momenti trascorsi con una buona storia sono impagabili, chissà se ce l’ho fatta a scrivere qualcosa che ve ne regali qualcuno.

Non sono storie didattiche, perciò, non vi propongo di leggerle per apprendere. Casomai per esplorare e comprendere, di più o meglio, le realtà che attraversiamo. Sono storie con una base di realtà e un pizzico di immaginazione, in cui, mi auguro, potrete riconoscervi o ritrovare qualcuno che avete incontrato lungo la via.

Ci sono tanti modi per osservare e cogliere. Il modo della narrazione è uno dei più potenti, perché ci tocca il cuore. O almeno, il cuore ce l’ho messo io nello scrivere queste storie. Ho lavorato parecchio e non è stato mica facile, non è come scrivere un articolo o un post. Ci tengo molto, al di là del risultato ho voluto mettermi alla prova e tirare fuori da me stessa qualcosa di più. Chissà, magari ce l’ho fatta a scrivere qualcosa che arriva al vostro, di cuore.

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A chi, colleghi, insegnanti, persone vicine, editor, mi ha aiutato e sostenuto. Durante il lavoro dubbi perenni mi hanno tormentato e tutt’ora… va beh, ormai è pubblicato, va bene così (!).

Grazie a chi vorrà leggere i racconti e anche dirmi che ne pensa. Vi auguro di godervi il viaggio, quello narrativo e quello reale. Un saluto! Simonetta

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