SALA DI ATTESA

Feb 23, 2024 | Investire su se stessi | 0 commenti

Ovviamente, le conversazioni sono pubbliche. Due signori sui cinquantacinque, che accompagnano un anziano in carrozzina. Uno: “E il Tale, come sta?” L’altro: “L’ho visto, cos’era, dicembre. Ma è che adesso sta su in montagna, m’ha detto che sta quasi sempre su.”

Avete notato qualcosa leggendo questo minimo scambio? Magari no, perché parliamo spesso così, tanto da trovarlo normale. Da parte di entrambi, chi ha chiesto e chi ha risposto. Però la domanda era come sta il tale, non quando l’hai visto l’ultima volta e cosa ti ha detto in quell’occasione. E il fatto che i due abbiano proseguito imperterriti, senza trovarci niente di strano, ci dice di quanto è abituale la conversazione su binari che non si incontrano. Ma non è molto produttivo. I due signori stavano chiacchierando serenamente e non è successo niente, se invece ci fossero state tensioni tra loro questo genere di conversazione le avrebbe alimentate. Senza che nemmeno se ne accorgessero. Perciò, meglio farci caso.

Se sono io che non voglio rispondere a tono ho molte altre strade per farlo, soprattutto in caso di conflittualità esplicita o latente. Ad esempio posso dire, su questo argomento preferisco non insistere, qualcosa del genere. Se è il mio interlocutore che mi risponde altro, posso farglielo notare, se possibile senza asprezza. Ti avevo chiesto un’altra cosa… E senza irrigidirmi posso vedere se riesco a riportarlo sul mio percorso. Se ne vale la pena, se no posso lasciar andare. Come siamo abituati.

E certo, siamo stati pazienti, c’è voluto un bel po’. Ma del resto, il cartello ci aveva avvisato ;))

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